a volte ritornano
venerdì 9 dicembre 2011
Narciso e Ippocrate
La Chirurgia plastica tra Narciso e Ippocrate
In una società che insegue la ricerca della bellezza a tutti i costi, la chirurgia plastica non si dimentica del suo ruolo più importante: essere di supporto alla chirurgia tradizionale per correggere e migliorare i segni che malattie e traumi lasciano sui corpi guariti. E rinascono vite dal bisturi.
A chi non è capitato di girare per strada e incrociare persone così simili tra loro da sembrare quasi gemelle? Labbra gonfiate, seni prorompenti e facce tirate, in televisione e nella vita di tutti i giorni, fanno capolino con un'invadenza sempre maggiore. La ricerca di un ideale di bellezza ormai omologato, fa sempre più sentire la nostalgia delle piccole imperfezioni estetiche, così 'particolari' da rendere la persona inimitabile. Spopolano in televisione programmi dedicati alla chirurgia estetica, per non parlare dei telefilm e delle nuove riviste sull'argomento sulle cui copertine appaiono visi di attrici e cantanti ormai difficilmente riconoscibili.
E in tutto questo ci si dimentica del ruolo principale che assume la chirurgia plastica nella medicina: il suo aspetto ricostruttivo, l'apporto che la mano di un chirurgo, nella correzione di un difetto, può portare non solo nell'aspetto del soggetto curato, ma anche nel suo morale.
Nessuno vuol dire che un seno troppo piccolo non possa essere aumentato, o un naso troppo grande ridotto, se questi nel corso degli anni hanno fatto sì che la persona si isolasse dagli altri, e la qualità della propria vita ne risentisse. Ma il tutto è sfuggito di mano e la ricerca del business e l'esagerazione hanno preso la mano a medici e pazienti. Medici, appunto. Il chirurgo plastico, è bene specificare, è un medico e come tale deve portare avanti il giuramento che ha innalzato a Ippocrate. Persone deturpate da tumori, da malattie rare e da incidenti disastrosi, devono essere questi i soggetti di cui principalmente si deve occupare la chirurgia plastica. Il miglior sorriso che deve uscire da una sala operatoria, deve essere quello di gratitudine da parte di una vita che rinasce grazie al colpo di spugna dato ad anni di sofferenze, non un sorriso simile al divo di turno per ottenere complimenti, favori e magari 'lavori nello spettacolo'.
Narciso si innamorò della sua immagine e si lasciò morire resosi conto dell'impossibilità del suo amore. Ippocrate è vivo.

1 commento:
Ragazzi ma quanto siete colti, mi fate paura.
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